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“Pino Cacozza e le Radici dell’Arberia”
Gizzeria. Nel panorama delle manifestazioni natalizie, suggestiva è stata la performance del maestro di cultura arbëreshe Pino Cacozza. Cantastorie e poeta dell’Arberia, vincitore del Festival della Canzone Arbёreshe 2008, regista della tredicesima edizione di Miss Arbёreshe, svoltasi a Spezzano Albanese (Cosenza), che parte dalla sua consolidata filosofia originaria, valorizzare i costumi tradizionali dei discendenti di Skanderbeg in Italia, ma allarga gli orizzonti coinvolgendo le minoranze linguistiche presenti in Calabria.
L’esibizione voluta dal comune di Gizzeria, seppur inserita nel cartellone degli eventi e manifestazioni per le festività natalizie 2009, secondo una nota stampa inviata dal comune:<< E’ da considerarsi quale avvio di un programma di attività, finanziato ai sensi della legge 482/99,”Tutela delle minoranze linguistiche”>>. Continua la nota:<<Si tratta della concessione di un contributo di 10.000 euro, chiesto alla Regione Calabria-Dip.12, per l’esercizio finanziario 2006 ed assegnato nel gennaio 2008. Dopo quasi due anni- continua la nota- le rapsodie dell’Arberia, quale incipit di un piano di interventi che contempla tra l’altro: la presenza e la collaborazione per un anno di uno sportellista linguistico, l’implementazione di un sito internet, ed ancora tavole rotonde e spettacoli musicali, finalizzati alla promozione della lingua minoritaria in un cammino di tutela iniziato nel 2004>>.
Nel salone parrocchiale della chiesa di San Giovanni Battista, le atmosfere magiche delle tradizioni antiche hanno coinvolto l’emotività degli spettatori che, seppur in una giornata più fredda del solito, hanno saputo accorrere al richiamo di un recital davvero suggestivo. Pino Cacozza, accompagnato dai suoni della terra d’Arberia, ha raccontato le vicende del viaggio di un popolo che ha saputo ricostruire e dare vita ad alcune zone della terra aspra di Calabria, con amore e caparbietà, con un forte senso della Vita.<< Guardando le strade dei nostri paesi-ha ricordato il maestro Cacozza- ricordiamoci di queste persone che non ci sono più, perché non è vero che sono morte ma vivono insieme a noi sempre. Ricordiamo quelle persone che hanno camminato lì prima di noi, che hanno saputo ricostruire>>. E’ ancora, in modo suggestivo, il poeta Cacozza ha raccontato le scene e le poesie del primo testo voluto dall’ Associazione Culturale Arbitalia con il varo di una
“Collana di testi dedicati alla cultura arbëreshe”, “Le radici dell’Arberia”, e ha ricordato:<< Le radici dell’Arberia è un viaggio nel tempo per raccontare la storia di una ragazza straordinaria, che ha avuto grande coraggio, grande forza, la forza di raccogliere le sue radici calpestate dopo la morte di Skandeberg e portarle in una nuova terra ripiantarle e rigenerarle, creare una nuova vita, una nuova eistenza. E’ un viaggio straordinario che è l’esempio di integrazione pacifica più grande nella nostra Europa, in un mondo in cui le tante culture si incontrano>>. E un cenno anche alle problematiche condizioni in cui vivono oggi l’Europa e l’Italia con la difficoltà di un confronto tra culture,<< le culture che si incontrano non devono combattersi, integrazione significa non lottare contro la cultura degli altri, ma vivere pacificamente insieme nel rispetto reciproco, se la ricostruzione è avvenuta nei nostri luoghi, è avvenuta grazie alle difese e alle forze di tutti gli emigrati che hanno saputo superare insieme pestilenze e carestie con la voglia di ricostruire>>.
Il recital si è concluso con delle poesie suggestive e con le parole del poeta Cacozza<< Sono convinto che il messaggio sia arrivato, ringrazio tutti e vi invito a ricordare le storie narrate da un uomo che gira per le piazze della nostra comunità ad urlare a squarciagola la dignità della propria esistenza>>.
Maria Rosaria Folino da "Il Quotidiano della Calabria"







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